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........libera associazione culturale -  Via del Filatoio,16 - 06064 Panicale (Pg)

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  Notizie Istoriche su Panicale

Piazza Umberto Primo Panicale
(Fonte: Arciprete Nazareno Capocci, 1855 circa) Trascrizione dal manoscritto originale conservato nell'archivio della Collegiata di San Michele Arcangelo a cura di Virgilio Bianconi.

Panicale è una Terra cospicua situata in vaga collina, distante otto miglia da Città della Pieve, Diciotto da Perugia, e tre dal Lago Trasimeno a cui sovrasta, di figura ovale, nella circonferenza di passi seicento, è cinta di mura con varij Torrioni, e due Porte, ad oriente l'una, ad occidente l'altra, fuori delle quali si estendono per breve tratto due borghi e in questi, e nella Terra si numerano Centododici famiglie, varie delle quali civili , ed opulente . Di piccole Ville, e case coloniche è sparso il suo Territorio fino alla estensione nel suo d'intorno di circa le due miglia, riunendo un numero di centocinquantadue Famiglie, quasi tutte addette all'agricoltura (1). Fertile è il suo suolo nella sua pianura per produzione di grano, e di vino, abbondante di olio nelle sue colline. La Giurisdizione Ecclesiastica appartiene al Vescovo di Città della Pieve fin dal 1601 in cui Clemente VIII la divise dalla Diocesi di Chiusi per includerla in quella della suddetta nuova città. La civile è compresa nel Governo di Castiglion del Lago, sotto la Delegazione Apostolica di Perugia.È ornamento di questa Terra, e Territorio la Chiesa principale sotto l'invocazione di San Michele Arcangelo che ebbe il titolo di Pievania eretta in Collegiata Insigne nel 1618 dove risiedono un'Arciprete con giurisdizione Parrocchiale, e undici Canonici addetti all'Officiatura Corale quotidiana con alternativa, distinto il primo con Rocchetto, e mantelletta nera, i secondi con Cotta ed Almuzia (2). Risplende maestosa questa Chiesa di un disegno singolare, come costruita in varii tempi, le bisognava al presente di essere abbellita, ed ornata tanto nelle sue pareti, che negli apparati. Tra i Quadri che adornano gli Altari evvi una Tavola rappresentante il Presepio comunemente creduta di Raffaello d'Urbino.Oltre questa, altre sei sono le Chiese della Terra ed egualmente sei le sparse nel Territorio a comodo della Popolazione. Tra le prime si distingue quella di San Sebastiano, nella di cui facciata principale interna vedesi dipinto il Martirio di detto Santo dal celebre pennello di Pietro Perugino, e sopra al medesimo un Dio Padre contornato da due Angeli, e dai Serafini: Capo di opera delle più ben conservate dell'immortale Artefice. Annesso a questa Chiesa fu fatto innalzare dal Padre Virgilio Ceppari Gesuita Panicalese un Collegio a comodo de suoi Confratelli, che abbandonato da quelli passò nelle mani delle Sacre Vergini dell'altro Convento di Santa Lucia, oggi soppresso.Evvi poi la Chiesa della Santissima Vergine della Sbarra di buon disegno fabbricata, e dotata dal Popolo di Panicale nel 1600, tenuta nella direzione dallo stesso Popolo o Municipio fino al 1816 e quindi dall'Arciprete e Canonici della Collegiata della stessa Terra: e quella di Sant'Agostino, ove esiste un'affresco rappresentante Maria Vergine con alcuni Angeli, e Cherubini d'intorno. Questa pittura Opera egregia di Pietro Perugino era rimasta quasi sepolta a piè di questa Chiesa per molto tempo, finché nel Giugno 1785, fu da lì trasferita in un altare laterale, ove fu ritoccata da Pietro Appiani, che rianimò il Campo, e il panneggiamento della Madonna. Al presente la Pittura ha perduto la vivezza del colorito per l'umidità a cui è andata soggetta quella Chiesa. Presso alla medesima era anticamente il Convento degli Agostiniani, dimesso nel declinare del Secolo XVI°.Tra le seconde finalmente è degna di menzione quella della Vergine Santissima della Cercolana consacrata da Paolo III° in occasione del suo passaggio per questa Terra. A questa Chiesa era unito un Convento de Servi di Maria, dimesso al principio del corrente Secolo. Di Confraternite e Pie Unioni anche antichissime sono corredate alcune delle principali Chiese della Terra.Due Monasteri quivi esistono, uno di Monache sotto la immediata giurisdizione di Monsignor Vescovo, e l'altro de Frati Padri Cappuccini. Un'Opera Pia od Ospedale sufficiente al mantenimento di tutt'i poveri Infermi della Parrocchia, ed un monte Pio Frumentario servono al sollievo della indigenza.La pubblica Istruzione non si estende che ai principj elementari, grammatica ed umanità in quantoai giovani, e di istradamento alle arti donnesche in quanto alle fanciulle povere della Terra.La indefessa premura, vigilanza, e zelo apostolico di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Emidio Foschini meritissimo Vescovo Odierno della fortunata Città della Pieve, e Diocesi ridesta le cose tutte al vero fervore, accrescendo la Gloria di Dio, e facendo prosperare le pie istituzioni con grande vantaggio sì spirituale, che temporale della Popolazione.In quanto all'Autorità Civile, che si estende più oltre della terra, e Territorio, evvi un Municipio dipendente dalla Apostolica delegazione composto di un Priore, quattro Anziani, e diciotto Consiglieri, oltre il Sindaco, ed altri due Aggiunti dell'appodiato Mongiovino. In Panicale se ne stava aqquartierata da lungo tempo una Brigata di Gendarmeria Pontificia, ma nell'anno disgraziato 1848 fu tolta, e collocata nello stradale delle Tavernelle in distanza di tre miglia con danno notabile di questo Paese, e Luoghi vicini (3), mentre la Forza oltre servire di ornamento al Luogo con la sola sua presenza teneva in freno i male intenzionati, e men frequenti erano i delitti, e disordini, più pronta e sicura giungeva la pena ai colpevoli, e più facevasi ammirare la morale, e civile condotta di non pochi abitanti.Due Notari pubblici quivi risiedono, ed un' Archivista, mentre và ricca la Terra di un'Archivio stimabile contenente pubblici Istrumenti di Antichità non ordinaria, cominciando dall'Anno 1311.A beneficio del pubblico vi son condotti due Professori Sanitari, uno di Medicina, l'altro di Chirurgia. Vi sono due Farmacie, varie officine e Botteghe di Negozianti, ed Artisti opportune ai bisogni degli abitanti, e popoli vicini.Per il commercio tre sono le Fiere che si fanno in questo Luogo. Oltre a ciò gode Panicale il Privilegio di un settimanale Mercato di Martedì confermato dal Magistrato di Perugia nel 9 Maggio 1578, ed in epoca recente dal Superiore Governo.Per ricreare lo spirito degli abitanti evvi in Panicale un Teatro, in cui talvolta si producono alcuni Filodrammatici del Luogo. Finalmente un Concerto filarmonico a ottoni è di ornamento al Paese, e di utile alla Gioventù sottraendola dall'ozio.Panicale è così detto quasi Panos Calli, o Pancallis, cioè Calle, via, luogo scorso o frequentato dal Dio Pane o a lui dedicato (Sigilli Tom. IV° pag 106). I Boschi che contornavano un tempo questa Terra fan verisimile quivi il culto di questo Nume, e la voce Callis unita spesso agli aggiunti Silvester, invios, devios, corrisponde alla sua situazione, onde l'etimologia della voce scopre che sia luogo molto antico, e consacrato a Pane Dio de Pastori, e de Pescatori; creduto tutelare de monti, e de Cacciatori, tanto più che come da Sofocle, riferisce Natal Conti (Lib.5 Mytol. Cap. 6) questo Nume si adorava ne Promontorj, e Luoghi vicini al Mare, e ai Laghi ( Ciatti Perus. Aug. pag. 411-412).Più verisimile però apparisce l'etimologia abbracciata dai suoi Encomiasti, cioè che questo nome gli fosse dato dai Greci Achei che occuparono l'impero di questa parte di Etruria (800 Anni prima della venuta di N.S.G.C. Justin. LIB. 20) fondatori di Perugia, e anche di Panicale, prendendolo dalle Greche voci Pan Calon, che spiegano Omne pulchrum per significare che in questo Paese ogni cosa è bella (Corint. Cors. Laudatio - Pazzag. Lett.). Il che tanto più si avvalora, in quanto che sappiamo, che nello incendio di Perugia cagionato dall'ira di Cesare Augusto per aver Ella difese ostinatamente le parti di Marcantonio, la maggior parte de Cittadini fuggitivi si rifugiarono a Panicale (Caporali in vita Mecenat. part. III)Pancalon impertanto non significa che omne bonum omne honestum.Omne bonum che ben si convenga quest'etimologia a questa Terra l'esperienza stessa ce lo dimostra: se infatti volgiamo lo sguardo al Divin Culto, ci sono testimonj di divozione, e di pietà di questo Popolo , tanti Tempj, i Pii Lasciti, tanti Uomini che si dedicarono alla Religione sì Secolare, che Regolare, dove condussero vita esemplare, tante Case Religiose quivi aperte dagli stessi Panicalesi, di Sant'Agostino cioè, de Serviti, della Compagnia di Gesù, de Minori Osservanti di San Francesco, de Padri Cappuccini, e delle Monache serve di Maria, quali ultime tre solo al presente rimangono.Omne bonum ancora in quanto al Corpo, se consideriamo la salubrità dell'Aria, i divertimenti della Caccia, e della pesca nel prossimo Lago Trasimeno, l'abbondanza de' frutti, vino, olio, e Bestiame, e di quanto è necessario, ed utile alla conservazione della vita, e a sollievo dell'Anima.Omne pulchrum omne pulchrum, omneque honestum: imperocchè il sito stesso presenta una bellezza rara: il Colle rimane elevato dal Piano con matematica proporzione, e sì nell'uno come nell'altro ciascuno a suo discosto, e sollievo può e scendere, e salire percorrendo le agiate vie da cui sono intersecati. Accade alcune volte che taluno riguardando Panicale sentesi come da una certa forza rapito a contemplarne la gajezza, tanto che alcuni, presi dalla bellezza del sito, quivi e per se, e pe suoi fissarono la loro permanenza (4). Da Panicale vediamo con piacere, e meraviglia in semicircolo quanto l'occhio umano da lungi può scorgere. Da qui si presenta allo sguardo la pittoresca pianura di Cortona, il Marchesato di Castiglione con la vaga prospettiva del Lago Trasimeno, che si estende fino a trenta miglia di circonferenza, con le sue tre isole. Si presentano ancora i monti dell'Alvernia, e di Arezzo, le Città di Cortona, di Montepulciano, e di Chiusi, dove già il Re Porsenna teneva il comando Etrusco, e finalmente molti altri castelli ed innumerevoli Ville, che formerebbero delizioso soggetto de più belli paesaggi per un'abile pennello.Si dice finalmente Panicale non solo omne bonum, omne pulchrum, ma omne honestum; perocché Cittadini onestissimi, e civili abitarono in ogni tempo questo Luogo che traevano origine da Perugia, ed i medesimi Perugini quivi in varie epoche presero domicilio facendo proprj di Panicale e la Nobiltà, e privilegj loro.

porta fiorentina_PanicaleEd invero come stelle lucenti nel firmamento, risplendono in Panicale in tutte le età Uomini sommi, celeberrimi, che per il vasto loro sapere, ed integrità di vita furono elevati alle Cariche le più luminose.Il sacro Collegio ebbe da Panicale due Porporati, il primo nella Porpora di Francesco Cennini Pievano nel 1593 di questa Chiesa di San Michele Arcangelo, oggi Collegiata; il secondo nella persona del Padre Gregorio Sellari onore e gloria della Religione dell'Ordine de Predicatori, e della Patria.Ebbe Panicale uno stuolo numeroso di Ecclesiastici Secolari e regolari celebri per dottrina, e Santità, che occuparono Cattedre, e Dignità cospicue in varie Città, e nella stessa Roma. Particolarmente si distinsero i Regolari nelle Religioni di San Francesco Cappuccini, e Minori Osservanti, di Sant'Agostino, di San Domenico Ordine de Predicatori, de Servi di Maria, Cassinensi di San Benedetto, e della Compagnia di Gesù, dove si ebbero Predicatori acclamatissimi, Missionarj Apostolici, che apersero fino ai gradi principali delle loro Religioni.Per brevità di tempo, e per non rendermi molesto con questo mio tenue lavoro, ommetto la enumerazione di tanti rispettabilissimi Soggetti, e la narrazione de fatti, e virtù che li resero illustri (5) dando solo un cenno dell'Istoria di un Padre Virgilio Ceppari decoro, e splendore della Patria, che recatosi in Perugia per lo studio di Belle Lettere presso i Padri Gesuiti, quindi di Legge nella pubblica Università, nel 1582 in età di anni 18 contro la volontà de Genitori entrò nella Compagnia di Gesù. Alla bellezza di Corpo, e raro ingegno unì in breve tempo tanta Dotrina, che fu mandato in Recanati qual Precettore di Belle Lettere , e Sacra Eloquenza, ove presiedendo ad una certa Accademia compose un volume intitolato della vera Amicizia. Diffusa la fama di sue esimie virtù per tutta la Gesuitica Religione, richiamato, si portò in Roma, dove compiuti i studi filosofici, e Teologici date alle stampe alcune conclusioni Filosofiche, Matematiche, e Teologiche, venne destinato alla esposizione di filosofia e di Lettere Greche, ed Ebraiche che pubblicamente spiegò anche in Padova nel suo Collegio, e meritamente fu Prefetto dell'Accademia de Filosofi, e Teologi nel Collegio Romano. Tra gli altri libri, come intimo di San Luigi Gonzaga, compilò quello della vita di lui, implorandone dalla Santa Sede la Canonizzazione, quello della Presenza di Dio, ed altro bellissimo intitolato Direttorio della Canonizzazione. Il Ceppari dotato di facondia non comune e gravità fu Predicatore celeberrimo nelle Cattedrali, ed altre Chiese di Siena - Brescia - Firenze - Gubbio - Fermo - Lucca - Bologna - Padova - Modena - Perugia - Ferrara - Roma - Macerata.Il Ceppari sapientissimo non risplendé meno nel trattare affari quanto nelle scenze, e Predicazione, e non reca meraviglia se venne innalzato alle prime Dignità del suo Istituto; più volte venne dichiarato Rettore in Roma del Collegio de Greci, Germanico, e de Senesi, e fu puro Rettore Meritissimo del Collegio di Firenze, di Parma, e finalmente nel principale di Roma. Dai primi Sovrani del Mondo fu destinato a trattare i principali affarj; perocché da Clemente VIII° fu mandato a visitare la Religione de Camaldolesi in Firenze. Dal proprio Generale, al Duca di Parma, concludendo tra questi, e i Padri della Sua Religione de patti e convenzioni. Dal Principe Gonzaga di Castellione, chiamato, ivi istituì un Collegio di Sacre Vergini, dandone la Regola di vita; eresse due Case de Gesuiti in Castellione una, in Fermo l'altra. Trattò di frequente con risultato glorioso negozi rilevanti presso molti Principi, particolarmente col De Grimanis Duca di Venezia, col Cavaliere Ispano De Fluentes, col Governatore di Milano, con i Principi di Parma, Modena, Mantova, Urbino, e Toscana; con tutt'i Romani Pontefici della sua età - Gregorio XIII° - Clemente VIII° - Gregorio XIV° - Paolo V° sotto cui stabilì in Roma l'Ospizio della Nazione Perugina, ottenendo per la costruzione di questo dai Collegj di Perugia della Mercanzia, e Cambio specialmente 1000 monete in oro; Con Gregorio XV° e da ultimo con Urbano VIII°. Fu graditissimo quasi a tutt'i Sovrani d'Italia, ed agli affari, tanto che infermatosi in Firenze il grand'Alessandro Arciduca, poi Imperatore Romano, onorevolmente ospitollo.Egli sembrava, e potea dirsi a ragione un San Paolo nel predicare, un'Aristotele nell'insegnare, un'Agostino nel governare, un Camillo per l'amor della Patria. Virgilio infatti fu mai sempre intento a beneficare la sua Patria. Per opera sua qui si eresse il Collegio de Gesuiti, quello delle Vergini sotto il titolo di Santa Francesca Romana ( oggi detto delle Serve di Maria), la Chiesa primaria, e Pievania in Collegiata, rivisse il Mercato, si ebbe Panicale Capitano della Milizia: Mercè sua si ottennero varj corpi di Santi, le indulgenze alla visita delle Sette Chiese, la Biblioteca, la Dignità di Cavalieri, e Signore, e tanti innumerevoli beni tutti procurati da Lui.Oltre gli Ecclesiastici Secolari Uomini valorosi in ogni tempo eccellentissimi ed eminenti nelle Lettere, e nelle Armi che resero la Patria immortale nelle memorie de Posteri. Basterà rammentare per tutti (6) il famoso Boldrino Paneri che di basso lignaggio portato dal proprio valore ai Supremi comandi dell'armi si rese formidabile ai Nemici, giocando agli amici e di tanta autorità, ed estimazione presso tutti. Fu Boldrino onesto, osservatore delle Leggi, pronto a soccorrere i buoni, tutto amor per la Patria, e devotissimo al Ponteficie.Invasa Perugia, appena assunto al Pontificato Gregorio XI° nel 1370, dalla scorreria de Barbari che devastavano le Campagne, e deploravano la Città, avvisato Boldrino, si staccò dalla Marca, e corse a porre argine all'impetuoso torrente che inondava di miserie il proprio Paese, e con una Squadra di valorosi Personaggi Panicalesi (7), si avvanzò verso il piano di San Mariano in faccia al Nemico. Lungo ed ostinato fu il contrasto, ed accanita la Battaglia con molta effusione di sangue, ed infine rotti, e sbaragliati i Nemici, non potendo questi più oltre sostenergli, si diedero fuga precipitosa, ma inseguiti dai vincitori, alcuni rimasero uccisi, ed altri col beneficio della notte posero in salvo la vita, lasciando in preda de vincitori ciò che avean con tanti saccheggi accumulato. Altra volta poi presso la Città di Cortona, appena i Nemici di Boldrino conobbero il suo arrivo precipitosamente si dettero alla fuga. Due volte liberò Boldrino le campagne dalla devastazione, due volte l'augusta Città di Perugia . Festeggiata dai Perugini la riportata Vittoria, con lietissime acclamazioni, corse la Nobiltà ad incontrare il valoroso Trionfante, la Città riconoscente per tanti benefizj nel chieder di esser ricevuta sotto la protezione di tanto Illustre, elargì al Valoroso Generale molti premj, e 670 Fiorini di Oro , decorando Panicale Patria di Boldrino di Privilegj, e col donativo del proprio Stemma (8) concedendogli quel Griffo che dal valore di un suo Patrizio fu preservato dalle Mani rapaci.Vacata la Santa Sede nel 1378 per morte di Gregorio XI°, e canonicamente eletto a successore Urbano VI° fu contrariata tale elezione, e gli Elettori Francesi, scorgendo deluse le Speranze di riportare la Sede in Avignone, resero sospetta la validità dell'Elezione, come seguita per violenza del Popolo, e crearono Clemente VII° Antipapa, lo che diè motivo a gravi inquietudini tra i due partiti, ma poi fu nel generale riconosciuto legittimo il primo, intruso l'altro. Urbano per sostenersi contro Clemente ricorse a Boldrino di Panicale che guerreggiava per le Marche, e creatolo Generale della sua Armata, col suo valore, e destrezza frenò l'audacia dell'intruso Clemente. Per il che dal legittimo Ponteficie fu largamente rimunerato.Boldrino operò moltissime gloriose imprese in favore dell'Arcivescovo di Milano contro la repubblica di Venezia, in favore de Fiorentini contro Giovanni Re di Boemia. Finalmente combattendo nel Piceno, e divenuto padrone della Marca Anconitana con dimostrazione di Amicizia invitato dal Marchese Tomacelli ad una Ricreazione in Macerata con enormissimo tradimento dai suoi sicari fu quivi nel 3 Giugno 1391 barbaramente fatto morire.I Soldati di Boldrino per questo iniquissimo fatto piombarono addosso ai traditori Maceratesi,rovesciando e svenando chiunque si abbatteva sotto il bollore della loro vendetta, ed urlando, ed uccidendo dimandavano la persona del Tomacelli, e il Cadavere del Generale. Dopo petizioni caldissime di aggiustamento, interessando la Persona del Marchese come Direttore Supremo di quella Provincia, e come stretto congiunto del Papa, si ritirarono gli Orfani Soldati con la Consegna del Cadavere, e con lo sborzo di dodicimila fiorini di oro, e così Macerata con l'oro, e col sangue pagò la pena del proprio Delitto. E quì ebbe termine la vita di Boldrino, ma non la sua fama. I Soldati credendo non trovarsi Soggetto degno al rimpiazzo del loro Comando, seco trasportarono la Salma di Boldrino imbalzamata, collocarono l'Arca sotto l'antico Padiglione, e rinnovando le promesse della obbedienza dovuta alla sua sovranità, destinarono un corpo di Guardia sempre vigilante alla conservazione di questa, accompagnato da Trombetti, e Stendardi Militari. E così come un'oracolo fu anche dopo morte Boldrino per tre anni del suo esercito, vendicatore acerrimo de suoi Nemici, e sempre vincitore glorioso (9).Questi brevi cenni sullo stato presente della Terra di Panicale, e sulle trascorse sue glorie (non lievi per una piccola Terra) basteranno a dimostrare che se non può aspirare ai vantaggi delle grandi Città, non merita di rimanere inosservata laddove può aver bisogno di un miglioramento materiale, e morale a beneficio della sua Popolazione.

 

NOTE: 1: Le Famiglie della Terra, e del Territorio son comprese in una sola Parrocchia popolata di N° 1390 Anime.

2.Le Rendite al netto dell'Arcipretura non oltrepassano li. 140- Quelle dei Canonici più pingui non superano li. 80; degli altri sono assai minori, e di alcuni giungono appena a 30.

3.Il Paese di Paciano distante da Panicale soli due migli e le molte Villi circostanti a questi, ed a Panicale trovansi privi di qualunque sorveglianza della Forza Pubblica nelle frequenti circostanze che in oggi specialmente rendono tanto necessaria la di lei presenza, ricorrono invano, ed ineficcacemente al suo ajuto per la distanza da cui ne sono separate.

4.Non reca pertanto meraviglia se quel celebre Cosmografo di Clemente VIII° giunto a Panicale disse, che avendo egli dal girare il Mondo appreso la pratica più certa per dar giudizio delle cose: tre sole erano le vedute più belle dell'Italia, la Riviera di Salo nel Genovese, la Valle di Spoleto nell'Umbria, ed il Lago Trasimeno nell'Etruria, onde mosso dallo stupore nel vedere il prospetto da Panicale ebbe a dire che l'amenità di quel sito meritava sostenere sul dorso non già una piccola Terra, ma una delle Metropoli più famose, sentimento a cui altre volte si sottoscrissero il Duca della Corgna Signore di Castiglione del Lago, ed il Cardinale di Acquino allorché con sommo piacere si fermarono per più giorni in Panicale. E il Padre Maestro Luca Ferrini da Prato Uomo di singolare erudizione che di non poco ha illustrato la Religione de Servi soleva dire, che fra le quattro parti del mondo la più bella è l'Europa, tra i Regni dell'Europa il più delizioso è l'Italia, nell'Italia non trovasi Provincia più vaga di quella che formava l'antica Etruria, ed in questa non esservi paese che maggiormente diletti l'occhio quanto la Riviera del Trasimeno, ed intorno al Trasimeno il punto più proprio per godere la vista con piena soddisfazione de' Riguardanti è la Terra di Panicale. Niuno pertanto debba meravigliarsi se almen due Sommi Pontefici, ed un'Imperatore de Romani siensi portati per sollievo dello Spirito in Panicale.

5.Pure tra questi gioverà il rammentare un Giovan Andrea Mazzarelli Dottore in Sacra Teologia, Collegiato di Perugia, Servita, Oratore celeberrimo, e Generale dell'Ordine. Un Padre Ilario Conscio, ed un Padre Andrea Brunetti Cassinensi di rara dottrina, e Santità.Un Fra Giustino Saccallossi Cappuccino di Santa Vita, e d'innocenti costumi, riverito come un beato dell'Ordine.

Un Padre Giovanni Corsetti Gesuita Giovane virtuosissimo, umile, devoto, di vita mortificata, ed in tutte le scenze dottissimo, che mandato Missionario nelle Indie Orientali, instancabile nel suo Ministero cessò di vivere nel 1610, lasciando odore di Santità. Un Padre Carlo Marani Gesuita Germano del Padre Vincenzo Marani parimenti Gesuita assai versato nelle scienze , il quale avendo iscoperto che il detto suo fratello Vincenzo inclinava alla Religione della Compagnia di Gesù, e che nascostamente erasi presentato in Roma, si pose a distornarnelo, ma l'esortazione del suo consanguineo Ceppari, insieme a quella del fratello Vincenzo, fu tale che indusse lui stesso a fare istanza per venir ammesso nella medesima compagnia ove, accolto divenne Superiore, e ministro nel Collegio Germanico, e decorato di cariche non inferiori, morì in Roma.- E tra i Secolari in Silvani Simone Dottore del Collegio di Perugia che a vita diresse il Collegio Bartolino della stessa Città. Un Sperelli Carlo celebratissimo Protomedico nella Università di Perugia. Un Caporali Cesare Seniore Poeta celeberrimo di cui bastano a tessere l'elogio le Opere che nel suo stile bernesco diede alla luce, nelle quali si rese superiore allo stesso Berni, e al Bracciolini. Un Caporali Cesare Juniore Uomo di profondo sapore nella Giurisprudenza che dettò nello studio di Perugia e tanti altri senza numero.Non senza però fare una speciale menzione di un Giattini Alessandro che ebbe dai Perugini sotto il Pontificato di Leone X° il Comando delle Armi contro il Duca di Urbino. Un Toso di Bambana notissimo nel suo straordinario coraggio di cui fare mostra nelle imprese Militari da esso dirette. Di un Luca Di Giacomo mandato più volte dal popolo Perugino Legato dell'Imperatore, ed al Sommo Pontefice per affari di gran rilievo da esso trattati con molta lode. Di un Antonio di Giacomo che conclusa la pace tra il popolo perugino, e il Fortebracci. Di Brunelli Giacomo creato da Paolo V° primo Capitano dei Soldati di Panicale. di un Saccallossi Guglielmo, e Mario celebri nell'Armi, e rinomati guerrieri.6. Fra questi trovaronsi il Celebre Capitano di armi Guglielmo Saccallossi Seniore, ed Anselmo, e suo zio Cherubino eccellenti Guerrieri.(non si legge nel manoscritto)

9. Lasciò Boldrino due Figli Militari valorosi, da quali vennero dell'insigni e per Lettere, e per Milizia. Nel 1626 esistevano ancora due Famiglie Illustri, una in Offida nel Piceno, l'altra in Mantova, da cui venne il Vescovo di quella Chiesa, chiamato Gregorio, e sì l'una che l'altra si gloriavano di aver sortito la origine da Panicale. Per maggior dettagli sulla vita, e sulle gesta dell'Illustre Guerriero, di cui furono dati soltanto brevissimi cenni, può riscontrarsi il Racconto pubblicato in Roma nel 1700 dal Padre Giuseppe Orsini Agostiniano Priore di San Matteo nella stessa Roma.

 

 

 

 

 

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ultimo aggiornamento 20/06/2015